MENUMENU

La ricorrenza dell’Ascensione

Commemoriamo l’ Ascensione di Gesù al Cielo dopo quaranta giorni dalla Domenica di Pasqua.

Nel Vangelo le testimonianze sull’Ascensione sono rare e solo accennate.

Marco termina il suo libro: “Gesù… fu assunto in cielo e si assise alla destra di Dio” (XVI, 10);

Luca riferisce: “Poi li condusse fin verso Betania, e alzate le mani, li benedisse. E avvenne che nel benedirli si staccò da loro e fu portato verso il cielo” (XXIV, 50-51).

Ancora Luca negli Atti degli Apostoli, colloca l’Ascensione sul Monte degli Ulivi, al 40° giorno dopo la Pasqua e aggiunge: “Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra di voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.

Negli altri testi è un fatto assodato, essi affermano il sedersi di Cristo alla destra del Padre, dove rimarrà fino alla fine dei secoli, ammantato di potenza e di gloria; “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo sta assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra; siete morti infatti, e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!” (Colossesi, 3, 1-3).

Gesù riapparve ai suoi discepoli in un tempo di 40 giorni da quella che noi ricordiamo come la Domenica delle in cui avvenne la Sua Risurrezione.

Parlò loro di Dio e del futuro che aveva preparato per noi: il Regno di Dio (At 1, 3).

Dice Papa Francesco nella sua omelia del 17 aprile 2013:

Come afferma San Giovanni nella sua prima lettera Egli è il nostro avvocato: che bello sentore questo! Quando uno è chiamato dal giudice o va in causa, la prima cosa che fa è cercare un avvocato perché lo difenda. Noi ne abbiamo uno, che ci difende sempre, ci difende dalle insidie del diavolo, ci difende da noi stessi, dai nostri peccati! Carissimi fratelli e sorelle, abbiamo questo avvocato: non abbiamo paura di andare da Lui a chiedere perdono, a chiedere benedizione, a chiedere misericordia! … L’Ascensione di Gesù al cielo ci fa conoscere allora questa realtà cosi consolante per il nostro cammino: in Cristo, vero Dio e vero uomo, la nostra umanità è stata portata presso Dio; Lui ci ha aperto il passaggio; Lui è come il capo cordata quando si scala una montagna, che è giunto alla cima e ci attira a sé conducendoci a Dio. Se affidiamo a Lui la nostra vita, se ci lasciamo guidare da Lui siamo certi di essere in mani sicure, in mano del nostro salvatore, del nostro avvocato”.

I suoi discepoli passarono i giorni dopo l’Ascensione in preghiera (At 1, 14). Proprio come noi, attendevano l’arrivo del Consolatore, lo Spirito Santo che Gesù aveva promesso (Gv 17, 7, At 1, 9-11).

La tua ascensione al cielo, Signore,
ci colma di gioia perché è finito per noi
il tempo di stare a guardare ciò che facciamo
e comincia il tempo del nostro impegno.
Ciò che ci hai affidato,
rompe il guscio del nostro individualismo
e del nostro stare a guardare
facendoci sentire responsabili
in prima persona della salvezza del mondo.
A noi, Signore, hai affidato il tuo Vangelo,
perché lo annunciassi su tutte le strade del mondo.
Dacci la forza della fede,
come ebbero i tuoi primi apostoli,
così che non ci vinca il timore,
non ci fermino le difficoltà,
non ci avviliscano l’incomprensioni,
ma sempre e dovunque, noi siamo tua lieta notizia,
rivelatori del tuo amore,
come lo sono i martiri e i santi
nella storia di tutti i popoli del mondo. Amen

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13 Mag , 2018 - In Frontiere dello spirito, Preghiere - di Maurann



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