Le regole per pregare efficacemente

«La preghiera è silenzio, è imparare a dire “Padre”, è farsi piccoli. Pregare non è parlare con Dio come pappagalli. La Messa non è uno spettacolo. Andiamo all’incontro vivo con Gesù, non a un museo». (Papa Francesco)Per recitare una preghiera non ci vuole nulla. Basta ricordare una serie di frasi ed attegiarsi in modo adatto.
Ma stiamo parlando solo di esteriorità: semplice apparenza.
Non solo è inutile ma anche controproducente. Non porta a nulla!
Non così pregava Gesù.
Quando Gesù si ritirava solitario nella preghiera non si accontentava delle parole, di serie di frasi a memoria.
Egli si rivolgeva al Padre con il corpo, con la mente, con il cuore, con tutto lo spirito.
Era interamente coinvolto non solo nel corpo ma nell’anima e nei sensi.
Questo è quello che Lui ci chiede di fare quando preghiamo, questo è il segreto della Sua preghiera.
Gesù ha detto: “Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: Hanno già ricevuto la loro ricompensa. Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà. Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele crediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro…” (Mt. 6.6)

Pregare vuol dire innanzitutto incontrare Dio Padre

Quando preghiamo bene instauriamo un rapporto profondo con Dio.
Possiamo allora accogliere e dialogare con Lui, proprio come se incontrassimo un amico, un Padre.
Come face Gesù pregato non abbiamo bisogno di ostentazione.
La preghiera è un atto intimo e interiore da realizzarsi in un luogo appartato o almeno nella propria mente.
La preghiera è una sorta di segreto tra noi e Dio.
Gesù ci insegna che quando preghiamo dobbiamo rivolgerci a Dio come Padre.

Il Silenzio
Chi prega con il cuore e con lo spirito in realtà non ha bisogno di parole.
Una preghiera fatta di silenzio intimo, che lascia fuori della porta il chiasso del mondo consente di instaurare un dialogo privato e segreto con Dio.
Questo silenzio comporta anche la calma nella preghiera, prendersi un “pausa” dal mondo esterno.
Non si tratta di recitare di corsa la formula per arrivare il prima possibile all’ “Amen” finale”!
Quest’ansia di arrivare alla fine, di recitare tutta la preghiera quasi fosse un dovere da assolvere automaticamente non fa parte del momento dell’orazione.
La preghiera richiede un’attesa, richiede calma, pace, libertà.
Per pregare in silenzio dobbiamo prima di tutto dimenticare parole, pensieri e fantasie. Tutta la nostra concentrazione, tutta la nostra volontà deve essere rivolta a Dio.

Ammettere il proprio essere Nulla davanti al tutto di Dio
Pregare è ammettere il proprio essere Nulla davanti al suo essere Tutto: con esso ammettiamo la nostra dipendenza da Dio, il nostro aver bisogno di Lui. E’ Lui che realizza i nostri progetti, le nostre speranze.
E’ necessario porsi davanti Lui in totale fiducia, solo armati della nostra Fede.
Fede in Dio infinitamente buono e amorevole e che prima o poi, ci risponderà.
Per questo la preghiera è innanzi tutto gratitudine per la Sua immensa generosità, per la vita che ci ha donato, per tutte le meravigliose doti con cui ci ha arricchiti.

Ascoltare Dio
Quando preghiamo dobbiamo porci in attesa di Dio, cogliere ciò che Lui ha da dirci.
Possiamo rivolgerci a lui per chiedere consiglio, per sfogare le nostre sofferenze, per cercare risposte ai nostri timori, ma Lui ci risponderà solo quando saremo disposti ad ascoltarlo, quando ci saremo messi in una condizione di umile attesa della sua parola.

Affidarsi alla volontà di Dio
Pregare Dio significa accogliere la Sua volontà come la nostra e accettarla, farla nostra e compierla. È allora che Dio ci colma col suo amore.
Similmente a quando amiamo qualcuno e cerchiamo di fare tutto quello che possiamo per fare quello che lui o lei vorrebbe che noi facessimo. Così quando preghiamo il Signorela sola cosa che dobbiamo fare è affidarci alla sua volontà, fare ciò che Lui ci chiede, senza indugiare.
La preghiera ci dà energia infatti veniamo investiti della potenza di Dio, della sua energia.
Se operiamo nella Sua volontà, se ci affidiamo fiduciosi ad essa, senza fretta, pronti ad aspettare una Sua risposta, Dio ci renderà forti quanto occorre per affrontare ogni ostacolo.

Pregare anche col corpo
Il nostro corpo deve essere solo un altro strumento della nostra preghiera. È importante trovare una posizione che concili la preghiera e la concentrazione, che ci permetta di restare fermi e respirare agevolmente per tutto il tempo necessario a entrare in contatto con Dio.

Scegliere il luogo e il momento adatti per pregare
Anche Gesù preferiva isolarsi, sceglieva luoghi desolati e disertati dagli uomini per rivolgersi a Dio Padre. Così dobbiamo fare noi, scegliendo il luogo più congeniale. Allo stesso modo dovremo scegliere un momento della giornata adatto, meglio se sempre lo stesso, per creare un’abitudine che ci regali, ogni giorno, un momento solo per noi e Dio.

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10 Lug , 2019 - In Frontiere dello spirito - di Maurann



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