Il bellissimo racconto della Santa Famiglia di Nazareth e della nascita di Gesù nei Vangeli

Il racconto della nascita di Gesù vede i Vangeli ufficiali piuttosto vaghi.

Sappiamo da Luca che Giuseppe si recò con  Maria Betlemme per il censimento ordinato da Cesare Augusto quando governava la Siria Quirinio.

E che «Gesù nacque a Betlemme in Giudea, al tempo di Erode».

Altro riferimento è la frase che riporta che i Magi, «…entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre…»

Il racconto è più ricco di dettagli nei Vangeli apocrifi.

Il Protovangelo di Giacomo riporta che Giuseppe, «trovò là una grotta e ve la condusse dentro, lasciando presso di lei i suoi figli, ed egli uscì a cercare una levatrice ebrea nel paese di Betlemme»

Lo Pseudo Matteo nel suo Vangelo aggiunge che un angelo apparve a Giuseppe e Maria, «fece fermare la giumenta, poiché era giunto il momento di partorire, e ordinò a Maria di scendere dalla bestia e di entrare in una grotta sotterranea dove non vi era mai stata luce, ma sempre tenebre perché non riceveva affatto la luce del giorno.
Ma all’ingresso di Maria tutta la grotta cominciò ad avere splendore e rifulgere di luce quasi vi fosse il sole.
La luce divina illuminava la grotta quasi fosse l’ora sesta del giorno, e là questa luce divina non venne mai meno né di giorno né di notte finché Maria rimase là».

Ciò non contrasta con Luca nel quale si evince della mangiatoia che poteva essere un incavo della roccia, oppure una grotta.

La grotta, era da sempre simbolo del cosmo e quindi luogo di culto e quindi per coloro che furono testimoni dell’evento simbolo di evento divino.

L’angelo che apparve ai pastori che li intorno vegliavano le greggi disse: «…oggi è nato nella città di Davide un Salvatore che è il Cristo Signore.
Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia»

Riguardo all’ora della nascita solo Luca, accenna genericamente alla notte, senza specificare l’ora: «C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge».

Ma il Cristo sarebbe nato allo mezzanotte segnando così un momento straordinario: l’inizio di una nuova era.

Nel Protovangelo di Giacomo si narra proprio di questo momento vissuto in prima persona da Giuseppe.

Egli era andato a cercare una levatrice perché Maria aveva le doglie.

«E io Giuseppe stavo camminando, ed ecco non camminavo più.
Guardai per aria e vidi che l’aria stava come attonita, guardai la volta del cielo e la vidi immobile, e gli uccelli del cielo erano fermi. Guardai a terra e vidi posata una scodella e alcuni operai sdraiati intorno, con le mani nella scodella: e quelli che stavano masticando non masticavano più, e quelli che stavano prendendo del cibo non lo prendevano più, e quelli che stavano portandolo alla bocca non lo portavano più, ma i visi di tutti erano rivolti in alto.
Ed ecco alcune pecore erano condotte al pascolo, e non camminavano, ma stavano ferme; e il pastore alzava la mano per percuoterle con il bastone, e la sua mano restava per aria.
Guardai alla corrente del fiume e vidi che i capretti tenevano il muso appoggiato e non bevevano… e insomma tutte le cose, in un momento, furono distratte dal loro corso.»

La nascita del Cristo interrompe lo scorrere del tempo.

Tornato alla grotta con la levatrice, Giuseppe vede il Bambino appena nato e compiuta la nascita di Gesù.

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30 Dic , 2016 - In Festività, Frontiere dello spirito - di Maurann



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