Quelle parole di Paolo VI sotto la bandiera piantata sulla Luna 50 anni fa

Ecco le parole fatte lasciare insieme alla bandiera posta sulla luna durante il primo sbarco dell’uomo da Papa Paolo VI.
Il pontificato di Paolo VI vide il primo sbarco sulla luna.Paolo VI assistette all’evento seguendolo in televisione a Castelgandolfo.
Queste le sue parole riferite a quello che definì «un giorno storico per l’umanità»: «Faremo bene a meditare sopra questo straordinario e strabiliante avvenimento; a meditare sul cosmo, che ci apre davanti il suo volto muto, misterioso, nello sconfinato quadro dei secoli innumerevoli e degli spazi smisurati. Che cos’è l’universo, donde, come, perché? Faremo bene a meditare sull’uomo, sul suo ingegno prodigioso, sul suo coraggio temerario, sul suo progresso fantastico. Dominato dal cosmo come un punto impercettibile, l’uomo col pensiero lo domina. E chi è l’uomo? Chi siamo noi, capaci di tanto? Faremo bene a meditare sul progresso. Oggi, lo sviluppo scientifico ed operativo dell’umanità arriva ad un traguardo che sembrava irraggiungibile: il pensiero e la azione dell’uomo dove potranno ancora arrivare? L’ammirazione, l’entusiasmo, la passione per gli strumenti, per i prodotti dell’ingegno e della mano dell’uomo ci affascinano, forse fino alla follia. E qui è il pericolo: da questa possibile idolatria dello strumento noi dovremo guardarci. È vero che lo strumento moltiplica oltre ogni limite l’efficienza dell’uomo; ma questa efficienza è sempre a suo vantaggio?». E aggiungeva «…Tutto ancora dipende dal cuore dell’uomo. Bisogna assolutamente che il cuore dell’uomo diventi tanto più libero, tanto più buono, tanto più religioso, quanto maggiore e pericolosa è la potenza delle macchine, delle armi, degli strumenti che l’uomo mette a propria disposizione. Nell’ebbrezza di questo giorno fatidico, vero trionfo dei mezzi prodotti dall’uomo, per il dominio del cosmo, noi dobbiamo non dimenticare il bisogno e il dovere che l’uomo ha di dominare se stesso».

«Ancor più che la faccia della Luna, la faccia dell’uomo s’illumina davanti a noi». «Quando io contemplo i cieli, opera delle tue mani, (o Signore), la luna e le stelle che Tu vi hai seminate, che cosa è mai l’uomo perché tu ti ricordi di lui? Eppure di poco Tu l’hai fatto inferiore agli Angeli, di gloria e di onore Tu l’hai coronato; e Tu l’hai posto a capo delle opere delle Tue mani; tutto hai messo sotto i suoi piedi». Questi erano i versetti del Salmo deposti dagli astronauti a suo nome, in una speciale scatola alla base della bandiera americana piantata sul suolo lunare verso l’alba di quella notte fra il 20 e il 21 luglio di quarant’anni fa.

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18 Lug , 2019 - In Frontiere dello spirito, Papi - di Maurann



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