Papa Francesco e il Giubileo dei Carcerati

Il Giubileo sta volgendo al termine, infatti il 20 novembre calerà il sipario su quest’ Anno Santo della Misericordia.

Si calcola che i pellegrini giunti a Roma per il Giubileo siano stati circa 20 milioni.

Domenica 6 novembre, Piazza San Pietro sarà affollata da un pubblico particolare: giungeranno 1000 detenuti da tutt’Italia e anche da altre 11 nazioni fra le quali Lettonia, Usa, Messico, Sud Africa.

Tra questi detenuti ci saranno quelli che vivono agli arresti domiciliari, quelli del carcere minorile, e i condannati all’ergastolo.

Papa Francesco lava i piedi ai Carcerati di Rebibbia. Giovedì Santo del 2015.

Papa Francesco lava i piedi ai Carcerati di Rebibbia. Giovedì Santo del 2015.

Mancheranno invece i condannati a morte, anche se è trapelato che ultimamente Papa Francesco è stato in contatto con qualche penitenziario all’Estero per averne qualcuno ed addirittura per salvare dalla morte almeno un detenuto.

Papa Francesco, lo scorso anno durante la visita al carcere di Palmasola in Bolivia disse: “La reclusione non è lo stesso di esclusione, perché la reclusione è parte di un processo di reinserimento nella società”.

Sappiamo che Papa Francesco ha fatto anche una richiesta per una grande amnistia, ma non è stata accolta.

La Chiesa rimane comunque vicina ai detenuti e al desiderio di reinserimento nella società.

Infatti i Vescovi di tutto il mondo, nella giornata di domenica 6 novembre, visiteranno i penitenziari di loro appartenenza.

In Piazza San Pietro durante la Messa i detenuti saranno accanto ai propri parenti, gli operatori del carcere ed i volontari.

Assisteranno anche all’Angelus in un’altra sezione isolata e riservata.

Il 20 novembre Papa Francesco chiuderà solennemente la porta Santa di San Pietro, chiudendo il Giubileo Straordinario.

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4 Nov , 2016 - In Papa Francesco - di Emanuele Vellani



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