L’Indulgenza speciale per la pandemia da covid-19 spiegata da S. E. R. Monsignor Spina

La Penitenzieria Apostolica ha decretato recentemente il dono dell’Indulgenza in occasione della pandemia da covid-19.
S.E.R. Monsignor Angelo Spina Arcivescovo di Ancona-Osimo nonchè Vice-presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana ha spiegato di cosa si tratta in un Suo video pubblicato sull’APP “Il Messalino” (disponibile per Android e IOs).
Quale è la disposizione di preciso?
Leggiamo nel documento:
Si concede il dono di speciali Indulgenze ai fedeli affetti dal morbo Covid-19, comunemente detto Coronavirus, nonché agli operatori sanitari, ai familiari e a tutti coloro che a qualsivoglia titolo, anche con la preghiera, si prendono cura di essi.
Cosa sono le indulgenze?A questa domanda risponde S.E.R. Monsignor Spina.
Nella vita capita di commettere peccati.
Con pentimento sincero ci possiamo confessare e così riceviamo l’assoluzione dalle colpe.
Ogni peccato comporta però una conseguenza, una “pena” da espiare.
Alle volte le espiamo nella vita ma non sempre accade.
Se non lo si fa in vita si sconterà, usiamo queste parole, la purificazione “dopo”.
La Chiesa attingendo al Tesoro di Cristo ci fa questo dono: ci toglie oltre al peccato le conseguenze di esso. Attraverso l’indulgenza.
Ecco dunque il significato di questo specialissimo termine e opera della Chiesa.
Leggiamo nel testo del decreto di indulgenza: La Chiesa, sull’esempio del suo Divino Maestro, ha avuto da sempre a cuore l’assistenza agli infermi. Come indicato da San Giovanni Paolo II, il valore della sofferenza umana è duplice: «È soprannaturale, perché si radica nel mistero divino della redenzione del mondo, ed è, altresì, profondamente umano, perché in esso l’uomo ritrova se stesso, la propria umanità, la propria dignità, la propria missione» .

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A chi si concede questa Indulgenza?
Si concede l’Indulgenza plenaria ai fedeli affetti da Coronavirus, sottoposti a regime di quarantena per disposizione dell’autorità sanitaria negli ospedali o nelle proprie abitazioni se, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato, si uniranno spiritualmente attraverso i mezzi di comunicazione alla celebrazione della Santa Messa, alla recita del Santo Rosario, alla pia pratica della Via Crucis o ad altre forme di devozione, o se almeno reciteranno il Credo, il Padre Nostro e una pia invocazione alla Beata Vergine Maria, offrendo questa prova in spirito di fede in Dio e di carità verso i fratelli, con la volontà di adempiere le solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile.
Gli operatori sanitari, i familiari e quanti, sull’esempio del Buon Samaritano, esponendosi al rischio di contagio, assistono i malati di Coronavirus secondo le parole del divino Redentore: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici» (Gv 15,13), otterranno il medesimo dono dell’Indulgenza plenaria alle stesse condizioni.
Questa Penitenzieria Apostolica, inoltre, concede volentieri alle medesime condizioni l’Indulgenza plenaria in occasione dell’attuale epidemia mondiale, anche a quei fedeli che offrano la visita al Santissimo Sacramento, o l’adorazione eucaristica, o la lettura delle Sacre Scritture per almeno mezz’ora, o la recita del Santo Rosario, o il pio esercizio della Via Crucis, o la recita della Coroncina della Divina Misericordia, per implorare da Dio Onnipotente la cessazione dell’epidemia, il sollievo per coloro che ne sono afflitti e la salvezza eterna di quanti il Signore ha chiamato a sé. La Chiesa prega per chi si trovasse nell’impossibilità di ricevere il sacramento dell’Unzione degli infermi e del Viatico, affidando alla Misericordia divina tutti e ciascuno in forza della comunione dei santi e concede al fedele l’Indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera (in questo caso la Chiesa supplisce alle tre solite condizioni richieste). Per il conseguimento di tale indulgenza è raccomandabile l’uso del crocifisso o della croce.
Conclude S.E.R. Monsignor Angelo Spina notando che «questo dono dell’Indulgenza è il segno della vicinanza del Signore a ciascuno di noi.
Un Signore dal volto misericordioso e che ci dona sollievo e pace per la nostra salvezza».

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22 Mar , 2020 - In Frontiere dello spirito - di Maurann



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